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"…ha sfoderato il suo suono carico di
temperamento…riconfermando le sue non comuni qualità di solista particolarmente
versato nell'interpretazione della musica del nostro secolo. L'ottimo
chitarrista, dotato di grande presenza scenica, ha saputo mettere in
risalto la varietà di possibilità timbriche ed espressive del suo
strumento…"
"…interprete polifonicamente attento, ha
tratteggiato con finezza la varietà espressiva del mondo sonoro…"
"…Un concerto decisamente interessante e
poderoso, che si è protratto per due ore e che ha suscitato i calorosi
applausi del folto pubblico presente in auditorium. Ciò che ha più colpito
nella performance di Feri è stata la raffinatezza con cui egli ha
affrontato queste pagine, dove ha saputo mettere in risalto delle gamme
cromatiche molto varie, cogliendo sfumature e respiri con straordinaria
cura e bravura. Il virtuosismo e la sua bravura tecnica non hanno infatti
ceduto alla facile tentazione della spettacolarità fine a se stessa, ma
hanno contribuito a mettere in risalto la valenza poetica di queste pagine.
Proprio per questo il concerto è risultato particolarmente gradito…"
“…splendide pagine del novecento sostenute
da raffinata enfasi e trasporto…Nel Concerto Elegiaco di Brouwer, in cui il
tratteggio sonoro e i “clusters” assumono caratteristiche quasi
trascendenti, Marko Feri ha potuto realizzare quel piccolo sogno di
trasmettere, attraverso il difficile linguaggio della chitarra, elementi di
spunto e suggestione tali da infondere in platea preziosi elementi
emotivi.”
“…virtuoso di caratura superiore…brani per
chitarra affidati al magistero del talentuoso Marko Feri. Tecnica
prodigiosa e preparazione impeccabile, il giovane chitarrista ha ammaliato
la folta platea già con i primi “Echi” di Giacomo Manzoni seguiti dalle
affascinanti armonie di “Study in blue”, un brano composto da Antonio
Bibalo nel 1983…fino alla trascendentale “Sequenza XI” in cui Luciano Berio
ha racchiuso tutto lo scibile dello strumento, reso con disinvolta
nonchalance nell’incredibile varietà di effetti e di colori. Per finire i
due gustosi pezzi di Roland Dyens, “Hommage a Frank Zappa” e “Libra
sonatina” con la magia vorticosa dello splendido tango regalato nel
fuoriprogramma.”
Il Piccolo, Il Gazzettino, Messagero veneto,
L’Unità
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